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Il favoloso libro di Perle

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Titolo: Il favoloso libro di Perle
Autore: Timothée de Fombelle.
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2017
Pagine: 346 p., Brossura
Età di lettura: dai 12 anni
 

So che non bisognerebbe giudicare un libro dalla copertina, ma ammetto che è stata proprio questa che mi ha spinto a scegliere, tra gli altri, questo libro. Mi sono poi appassionata grazie ad una particolarità di questo romanzo: non ha un solo incipit, ma tre.

Nel primo leggiamo di Ölia, una fata, che ha rinunciato per amore ai suoi poteri e che ora sta correndo per raggiungere il suo principe,Iliån, prima che sia troppo tardi. Nel secondo siamo a Parigi e un misterioso ragazzo si presenta a casa della famiglia Perle, durante una notte di pioggia. Nel terzo infine è un quattordicenne che ci racconta di come, durante la sua fuga, è stato accolto in casa da quello che sembra essere un brigante. L’uomo abita in mezzo a un bosco e la sua casa è piena di valige che contengono gli oggetti più strani.

De Fombelle costruisce quella che è, a tutti gli effetti, una favola, ma riesce a mescolare realtà e fantasia creando un ritmo incalzante che tiene il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Così mentre mondi con fate, principi e stregoni si mescolano alla nostra realtà, a Parigi toccata prima dalle leggi razziali e poi dalla Seconda Guerra Mondiale, il lettore realizza pian piano come le tre storie, apparentemente slegate una dall’altra siano in realtà strettamente connesse, fino ad arrivare, nell’ultimo capitolo, a capire come anche lui, che sta leggendo, ha una parte integrante nella costruzione della storia.

 

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Generazione Perduta

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Titolo: Generazione Perduta
Autore: Vera Brittain
Editore: Giunti Editore
Anno edizione: 2015
Pagine: 640 p., rilegato

“Generazione perduta”, considerato un classico della letteratura inglese, è invece poco conosciuto in Italia, ragione per cui ho scelto di parlarne con la speranza che altri possano apprezzare questo libro come ho fatto io.

Uscito nel 1933 il libro è l’autobiografia di Vera Brittain, uno dei pochi punti di vista femminili sulla Prima Guerra Mondiale. Durante la guerra Vera lascia l’università, che ha tanto lottato per frequentare, per essere un’infermiera volontaria e vede da vicino gli orrori della guerra.

La Brittain che all’inizio vede la guerra semplicemente come “un’esasperante interruzione dei miei progetti personali”, cambierà drasticamente idea tanto che la sua autobiografia è una denuncia contro l’atrocità e l’inutilità della guerra. Dopo questa esperienza l’autrice dedicherà la vita alla causa del pacifismo.

La narrazione è intervallata da brani del diario della scrittrice e da frammenti delle lettere che scambiò con il fratello e il fidanzato, entrambi morti al fronte.

Sono tanti i temi trattati da questa autobiografia: il pacifismo, il femminismo, la perdita, il coraggio di andare avanti e di lottare per i propri ideali.

Virginia Woolf disse di non aver dormito l’intera notte per terminare di leggere “Generazione Perduta” e, anche io, nel mio piccolo, consiglio a tutti di prendere in mano questo libro e lasciare che Vera ci racconti la sua storia.