Recensioni Libri

L’Isola del Muto

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Titolo: L’Isola del Muto
Autore: Guido Sgardoli
Editore: San Paolo Edizioni
Anno edizione: 2018
Pagine: 360 p., Rilegato
Età di lettura: dai 15 anni

 

Arne Bjørneboe è rimasto gravemente ferito durante una battaglia nel 1812, il suo viso è sfigurato e ha perso l’udito, ragione per cui ha scelto di non parlare mai più. La sua vita non è facile e, soprattutto, non ha uno scopo fino a quando non gli viene offerto di diventare il guardiano di un faro, su un’isola sperduta nel mar di Norvegia. Partendo da qui, Guido Sgardoli, ci racconta la storia della Norvegia degli ultimi due secoli, tramite le vicende di Arne e della sua famiglia. I suoi discendenti ereditano infatti il suo ruolo e ognuno ha un rapporto diverso con l’isola su cui nasce: c’è chi vuole rimanere, chi invece vuole vedere il mondo, chi parte per ritornare, chi lascia l’isola per sempre, ma anche chi la scopre e non la vorrà più lasciare.
L’Isola del Muto è una saga familiare, una storia di uomini e donne, che nonostante i tempi, sono sempre messi sullo stesso piano, ugualmente forti e padroni del proprio destino. Quando, verso la fine del libro, si tiene sull’isola una grande riunione di famiglia, sono passati 150 anni dal giorno in cui Arne ha messo piede sull’isola e così come i suoi discendenti, il lettore si trova a partecipare alla grande festa e a ricordare chi è venuto prima e, soprattutto, a chiedersi cosa accadrà in futuro.

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Recensioni Libri, Senza categoria

L’Altra Grace

Titolo: L’altra Grace
Autore: Margaret Atwood
Editore: Ponte delle Grazie
Anno edizione: 2017
Pagine: 563 p., Brossura

 

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L’Altra Grace conferma l’abilità di Margaret Atwood nel tessere la trama di  un romanzo e nel variare sempre sia lo stile della narrazione che i suoi contenuti.
La storia è ispirata all’omicidio di Sir Thomas Kinnear e di Nancy Montgomery, avvenuto  in Canada nel 1843. La principale sospettata è Grace Marks, che all’epoca dei fatti ha solo 16 anni. La storia ha inizio 10 anni dopo, Grace è in prigione, ma un comitato che crede alla sua innocenza, chiede aiuto al Dottor Simon Jordan, uno psichiatra. Veramente Grace non riesce a ricordare cosa è avvenuto il giorno degli omicidi? Il Dottor Jordan le farà raccontare la sua vita, trovandosi, suo malgrado, sempre più coinvolto nelle vicende della donna, cosa che renderà ancora più difficile la sua diagnosi.
La narrazione della Atwood procede intrecciando i racconti di Grace sul suo passato, le sue riflessioni sul presente e il punto di vista del Dottor Jordan. Leggendo il libro, mi sono trovata, come il Dottor Jordan, divisa sul carattere di Grace: passando dal sostenere la sua innocenza, a dubitare delle sue parole.
Man mano che il racconto di Grace si avvicina al  momento dell’omicidio la tensione aumenta e sarà impossibile, per il lettore, staccare gli occhi dalle pagine, fino all’inquietante conclusione.

Recensioni Libri

L’imperatore di Portugallia

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Titolo: L’imperatore di Portugallia
Autore: Selma Lagerlöf
Editore: Iperborea
Anno edizione: 1991
Pagine: 280 p., Brossura

Jan di Skrolycka si sente vivo per la prima volta quando posa gli occhi su sua figlia, Klara Gulla, che diventerà per lui l’unica ragione di vita. Jan e Klara vivono in un idillio per tutta l’infanzia della bambina, ma le bambine crescono e Klara, ormai giovane donna, decide di lasciare il paesino dove è nata per cercare fortuna. I mesi passano, la ragazza smette di dare sue notizie e giungono voci che abbia ormai preso una cattiva strada. Ma l’amore di Jan per la figlia è forte, più forte persino della realtà, e così, nella sua mente, la figlia diventa imperatrice del remoto paese di Portugallia.
Jan, il bracciante, inizia allora a comportarsi da imperatore, smette di vedere la realtà per come e, grazie alla sua pazzia, ha accesso ad un mondo fiabesco dove il male è esiste, ma è sempre punito. Ma un giorno Klara torna. Come reagirà Jan vedendo che la figlia non è veramente un’imperatrice? E come reagirà la figlia davanti alla pazzia del padre?
“L’imperatore di Portugallia” è un libro che parla di amore, ma sopratutto un libro che parla della realtà, raccontata con umorismo, ma senza filtri, se non quelli degli occhi di Jan che sembra sfidarci e chiederci cosa sia vero: ciò che vede lui o quello che vediamo noi?