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La Romagna vista dalla luna

In questi giorni è uscito il primo volume del 2019 della collana “Acsè”, curato dalla nostra associazione ed edito da White Line, dal titolo: “La Romagna vista dalla luna”. Si tratta di una raccolta di saggi, articoli e racconti di vari autori che cercano di spiegare il rapporto tra la Romagna e la luna (e più in generale lo spazio).

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La prima presentazione sarà giovedì 09 maggio 2019 alle ore 18.00 presso il Palazzo delle Esposizioni di Faenza e sarà un evento collaterale della mostra “Terra chiama luna” organizzata dalla “Casa Museo Raffaele Bendandi” visitabile dal 4 al 18 maggio.

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QUARTA DI COPERTINA
Il 21 luglio 1969 Armstrong imponeva la propria impronta nella storia. In quel momento molti romagnoli erano con il naso incollato alla televisione dei bar (o per chi ne possedeva una, delle proprie case) per vedere quell’evento straordinario ed irripetibile.
A cinquant’anni da allora, vogliamo ricostruire questa storia attraverso i ricordi di chi c’era, le storie di chi ha immaginato di raggiungere la luna, le sensazioni di chi si è lasciato ispirare da quel tiepido bagliore. Questo volume cercherà di raccontare il complicato rapporto tra la Romagna, la luna e tutto quel che costituisce l’universo che possiamo scorgere attraverso un telescopio. Consapevoli che in verità non basta una bandierina a stelle e strisce per svelare il mistero dell’universo.

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Recensioni Libri, Senza categoria

The passenger-Olanda

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Titolo: The Passenger, Olanda
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2018
Pagine: 192 pp., Brossura

La premessa a questa recensione è il mio amore per la casa editrice Iperborea. Dunque quando ho scoperto che aveva prodotto una collana dedicata ai viaggi mi sono fiondata in libreria e la mia scelta é ricaduta sul secondo volume uscito: Olanda.
Il libro non é la classica guida turistica con consigli su monumenti da visitare, luoghi in cui mangiare, i posti imperdibili…Ognuno degli undici capitoli rappresenta uno sguardo su alcuni aspetti del passato, del presente e del futuro di questo paese. Passando dalle vestigia del colonialismo, al rapporto del popolo olandese con la natura e lo sport, alla generazione gabber, alla gestione del territorio, il libro cerca di dare un’immagine del popolo olandese e di tutte le sue sfaccettature.

 

Recensioni Libri

L’Isola del Muto

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Titolo: L’Isola del Muto
Autore: Guido Sgardoli
Editore: San Paolo Edizioni
Anno edizione: 2018
Pagine: 360 p., Rilegato
Età di lettura: dai 15 anni

 

Arne Bjørneboe è rimasto gravemente ferito durante una battaglia nel 1812, il suo viso è sfigurato e ha perso l’udito, ragione per cui ha scelto di non parlare mai più. La sua vita non è facile e, soprattutto, non ha uno scopo fino a quando non gli viene offerto di diventare il guardiano di un faro, su un’isola sperduta nel mar di Norvegia. Partendo da qui, Guido Sgardoli, ci racconta la storia della Norvegia degli ultimi due secoli, tramite le vicende di Arne e della sua famiglia. I suoi discendenti ereditano infatti il suo ruolo e ognuno ha un rapporto diverso con l’isola su cui nasce: c’è chi vuole rimanere, chi invece vuole vedere il mondo, chi parte per ritornare, chi lascia l’isola per sempre, ma anche chi la scopre e non la vorrà più lasciare.
L’Isola del Muto è una saga familiare, una storia di uomini e donne, che nonostante i tempi, sono sempre messi sullo stesso piano, ugualmente forti e padroni del proprio destino. Quando, verso la fine del libro, si tiene sull’isola una grande riunione di famiglia, sono passati 150 anni dal giorno in cui Arne ha messo piede sull’isola e così come i suoi discendenti, il lettore si trova a partecipare alla grande festa e a ricordare chi è venuto prima e, soprattutto, a chiedersi cosa accadrà in futuro.

Recensioni Libri, Senza categoria

L’Altra Grace

Titolo: L’altra Grace
Autore: Margaret Atwood
Editore: Ponte delle Grazie
Anno edizione: 2017
Pagine: 563 p., Brossura

 

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L’Altra Grace conferma l’abilità di Margaret Atwood nel tessere la trama di  un romanzo e nel variare sempre sia lo stile della narrazione che i suoi contenuti.
La storia è ispirata all’omicidio di Sir Thomas Kinnear e di Nancy Montgomery, avvenuto  in Canada nel 1843. La principale sospettata è Grace Marks, che all’epoca dei fatti ha solo 16 anni. La storia ha inizio 10 anni dopo, Grace è in prigione, ma un comitato che crede alla sua innocenza, chiede aiuto al Dottor Simon Jordan, uno psichiatra. Veramente Grace non riesce a ricordare cosa è avvenuto il giorno degli omicidi? Il Dottor Jordan le farà raccontare la sua vita, trovandosi, suo malgrado, sempre più coinvolto nelle vicende della donna, cosa che renderà ancora più difficile la sua diagnosi.
La narrazione della Atwood procede intrecciando i racconti di Grace sul suo passato, le sue riflessioni sul presente e il punto di vista del Dottor Jordan. Leggendo il libro, mi sono trovata, come il Dottor Jordan, divisa sul carattere di Grace: passando dal sostenere la sua innocenza, a dubitare delle sue parole.
Man mano che il racconto di Grace si avvicina al  momento dell’omicidio la tensione aumenta e sarà impossibile, per il lettore, staccare gli occhi dalle pagine, fino all’inquietante conclusione.

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L’imperatore di Portugallia

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Titolo: L’imperatore di Portugallia
Autore: Selma Lagerlöf
Editore: Iperborea
Anno edizione: 1991
Pagine: 280 p., Brossura

Jan di Skrolycka si sente vivo per la prima volta quando posa gli occhi su sua figlia, Klara Gulla, che diventerà per lui l’unica ragione di vita. Jan e Klara vivono in un idillio per tutta l’infanzia della bambina, ma le bambine crescono e Klara, ormai giovane donna, decide di lasciare il paesino dove è nata per cercare fortuna. I mesi passano, la ragazza smette di dare sue notizie e giungono voci che abbia ormai preso una cattiva strada. Ma l’amore di Jan per la figlia è forte, più forte persino della realtà, e così, nella sua mente, la figlia diventa imperatrice del remoto paese di Portugallia.
Jan, il bracciante, inizia allora a comportarsi da imperatore, smette di vedere la realtà per come e, grazie alla sua pazzia, ha accesso ad un mondo fiabesco dove il male è esiste, ma è sempre punito. Ma un giorno Klara torna. Come reagirà Jan vedendo che la figlia non è veramente un’imperatrice? E come reagirà la figlia davanti alla pazzia del padre?
“L’imperatore di Portugallia” è un libro che parla di amore, ma sopratutto un libro che parla della realtà, raccontata con umorismo, ma senza filtri, se non quelli degli occhi di Jan che sembra sfidarci e chiederci cosa sia vero: ciò che vede lui o quello che vediamo noi?

 

 

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Il favoloso libro di Perle

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Titolo: Il favoloso libro di Perle
Autore: Timothée de Fombelle.
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2017
Pagine: 346 p., Brossura
Età di lettura: dai 12 anni
 

So che non bisognerebbe giudicare un libro dalla copertina, ma ammetto che è stata proprio questa che mi ha spinto a scegliere, tra gli altri, questo libro. Mi sono poi appassionata grazie ad una particolarità di questo romanzo: non ha un solo incipit, ma tre.

Nel primo leggiamo di Ölia, una fata, che ha rinunciato per amore ai suoi poteri e che ora sta correndo per raggiungere il suo principe,Iliån, prima che sia troppo tardi. Nel secondo siamo a Parigi e un misterioso ragazzo si presenta a casa della famiglia Perle, durante una notte di pioggia. Nel terzo infine è un quattordicenne che ci racconta di come, durante la sua fuga, è stato accolto in casa da quello che sembra essere un brigante. L’uomo abita in mezzo a un bosco e la sua casa è piena di valige che contengono gli oggetti più strani.

De Fombelle costruisce quella che è, a tutti gli effetti, una favola, ma riesce a mescolare realtà e fantasia creando un ritmo incalzante che tiene il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina. Così mentre mondi con fate, principi e stregoni si mescolano alla nostra realtà, a Parigi toccata prima dalle leggi razziali e poi dalla Seconda Guerra Mondiale, il lettore realizza pian piano come le tre storie, apparentemente slegate una dall’altra siano in realtà strettamente connesse, fino ad arrivare, nell’ultimo capitolo, a capire come anche lui, che sta leggendo, ha una parte integrante nella costruzione della storia.

 

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Generazione Perduta

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Titolo: Generazione Perduta
Autore: Vera Brittain
Editore: Giunti Editore
Anno edizione: 2015
Pagine: 640 p., rilegato

“Generazione perduta”, considerato un classico della letteratura inglese, è invece poco conosciuto in Italia, ragione per cui ho scelto di parlarne con la speranza che altri possano apprezzare questo libro come ho fatto io.

Uscito nel 1933 il libro è l’autobiografia di Vera Brittain, uno dei pochi punti di vista femminili sulla Prima Guerra Mondiale. Durante la guerra Vera lascia l’università, che ha tanto lottato per frequentare, per essere un’infermiera volontaria e vede da vicino gli orrori della guerra.

La Brittain che all’inizio vede la guerra semplicemente come “un’esasperante interruzione dei miei progetti personali”, cambierà drasticamente idea tanto che la sua autobiografia è una denuncia contro l’atrocità e l’inutilità della guerra. Dopo questa esperienza l’autrice dedicherà la vita alla causa del pacifismo.

La narrazione è intervallata da brani del diario della scrittrice e da frammenti delle lettere che scambiò con il fratello e il fidanzato, entrambi morti al fronte.

Sono tanti i temi trattati da questa autobiografia: il pacifismo, il femminismo, la perdita, il coraggio di andare avanti e di lottare per i propri ideali.

Virginia Woolf disse di non aver dormito l’intera notte per terminare di leggere “Generazione Perduta” e, anche io, nel mio piccolo, consiglio a tutti di prendere in mano questo libro e lasciare che Vera ci racconti la sua storia.