libro"Faenza e l'Oltremare"
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Faenza e l’Oltremare

È arrivato il giorno fatidico, l’uscita ufficiale di “Faenza e l’Oltremare”, il nuovo libro della collana Acsè, come sempre edita dalla casa editrice White Line.
164 pagine di storia e storie, impreziosite da foto inedite di fine Ottocento.

“Faenza e l’Oltremare” è il seguito ideale di “Faenza coloniale”, uscito lo scorso anno, poiché racconta gli eventi relativi al colonialismo italiano del Novecento e ne affronta le conseguenze sulla città di Faenza raccontando le reazioni dei quotidiani e dei cittadini.
Il libro è scritto da Alberto Fuschini e Mattia Randi.

Non vi resta che venire a trovarci alla presentazione di giovedì 03 ottobre, ore 20.45, al Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea di Faenza (ecco il link all’evento https://www.facebook.com/events/1179381775579081/ ).

Vi lasciamo con la quarta di copertina:
Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, l’Italia si è spinta in varie imprese coloniali, soprattutto in Africa Orientale, dai risvolti problematici e non scontati, nella ricerca del tanto desiderato “posto al sole”. Ma cosa accadeva esattamente nelle terre d’Oltremare? E quali erano le reazioni nella Faenza dell’epoca all’arrivo delle notizie sulle guerre combattute dai soldati italiani per conquistare questo o quel paese africano?
In chiusura del volume, per la prima volta, la pubblicazione di parte di un documento oggi custodito al Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea di Faenza: un album fotografico dell’Africa Orientale che raccoglie immagini di quella regione scattate a cavallo tra Ottocento e Novecento. Un documento importantissimo per chi studia storia, antropologia ed etnografia.
Un testo immancabile per chi vuole conoscere il rapporto tra la città di Faenza e il mondo posto al di là dei confini nazionali.

i volumi di novantasei usciti fino ad aprile 2018
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Novantasei – aprile 2018

Da pochi giorni è arrivato dalla tipografia il nuovo volume di “novantasei”, dove si conclude l’opera di definizione della Romagna (iniziato nei volumi precedenti) come terra di cultura con l’ultimo tema caro alla redazione, ovvero l’arte, visto attraverso molteplici punti di vista. Questo volume è il primo della collana, edito dalla casa editrice White Line di Faenza.

Apre il testo un’introduzione sul rapporto tra arti figurative e plastiche ed il territorio, a cura del Comitato Editoriale. Segue la letteratura, con un brano di Grazia Deledda e un interessante articolo di Manuela Ricci, direttrice di Casa Moretti, che vuole indagare il rapporto tra l’autrice sarda e Cervia, dove ha vissuto per alcuni anni lasciando tracce indelebili nella sua produzione. Valerio Ragazzini, vicepresidente di Acsè E.T.S. – A.P.S. invece lega strettamente arte visiva alla scrittura, facendo un interessante parallelo tra il greco (ma italiano, sin dal nome) Alberto Savinio ed il romagnolissimo Tonino Guerra, entrambi artisti di penna e pennello. Infine Davide Argnani, presidente dell’associazione “l’Ortica”, racconta un personalissimo Giovanni Nadiani, a poco meno di due anni dalla sua prematura scomparsa.

Nella sezione sguardi d’arte, apre un articolo di Silvia Mantovani, la quale intervista e descrive l’opera di Donatella Mussoni. Massimo Sassi ripercorre con piglio personale la recente riproposizione all’hangar Bicocca di alcune opere di uno dei più importanti artisti del Novecento, Lucio Fontana, che ha lasciato in Romagna tracce del suo passaggio. Mattia Randi passa da arti visive alla “settima arte”, analizzando il rapporto tra un territorio – la Romagna, appunto – e i registi che l’hanno usata come luogo d’elezione per le loro storie.

Infine, non manca la sezione di Storia, con un articolo a cura di Chiara Cenni sulla dura repressione Ottocentesca ordinata dal Cardinal Rivarola e la delazione di Camillo Laderchi.

Impreziosiscono alcune foto a colori di Agnese Bassi, del collettivo “Fototeca Manfrediana” di Faenza, ed un racconto di Pio Bianchini dal titolo di “Montefiore Conca, primi del ‘900”.