Recensioni Libri

Generazione Perduta

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Titolo: Generazione Perduta
Autore: Vera Brittain
Editore: Giunti Editore
Anno edizione: 2015
Pagine: 640 p., rilegato

“Generazione perduta”, considerato un classico della letteratura inglese, è invece poco conosciuto in Italia, ragione per cui ho scelto di parlarne con la speranza che altri possano apprezzare questo libro come ho fatto io.

Uscito nel 1933 il libro è l’autobiografia di Vera Brittain, uno dei pochi punti di vista femminili sulla Prima Guerra Mondiale. Durante la guerra Vera lascia l’università, che ha tanto lottato per frequentare, per essere un’infermiera volontaria e vede da vicino gli orrori della guerra.

La Brittain che all’inizio vede la guerra semplicemente come “un’esasperante interruzione dei miei progetti personali”, cambierà drasticamente idea tanto che la sua autobiografia è una denuncia contro l’atrocità e l’inutilità della guerra. Dopo questa esperienza l’autrice dedicherà la vita alla causa del pacifismo.

La narrazione è intervallata da brani del diario della scrittrice e da frammenti delle lettere che scambiò con il fratello e il fidanzato, entrambi morti al fronte.

Sono tanti i temi trattati da questa autobiografia: il pacifismo, il femminismo, la perdita, il coraggio di andare avanti e di lottare per i propri ideali.

Virginia Woolf disse di non aver dormito l’intera notte per terminare di leggere “Generazione Perduta” e, anche io, nel mio piccolo, consiglio a tutti di prendere in mano questo libro e lasciare che Vera ci racconti la sua storia.

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News

Samira e la pietra Acquale – Lettura animata

Martedì 24 luglio abbiamo portato in scena la storia “Samira e la pietra Acquale” al grest di Santa Maria Vecchia di Faenza.
I 30 bambini del Grest si sono divertiti molto, e anche noi!
Ecco una foto ricordo del gruppo:

News

Acsè – Faenza coloniale

L’estate è arrivata e presentiamo il nuovo volume della collana “Acsè” dal titolo “Faenza coloniale – La città, Francesco Carchidio, l’Africa”, ad opera di Mattia Randi.
Il volume tratta del primo colonialismo italiano alla fine del XIX secolo e in particolare dell’esperienza di Francesco Carchidio e di come prese posizione l’opinione pubblica faentina.

Quarto volume della collana, è a cura dell’associazione Acsè ed edito dalla casa editrice White Line di Faenza.
Apre il testo un’introduzione di Aldo Ghetti, curatore del Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea di Faenza.

La presentazione sarà martedì 17 luglio presso il Museo del Risorgimento e dell’Età Contemporanea di Faenza in occasione dell’inaugurazione della sala dedicata al colonialismo e a Francesco Carchidio. A seguire un buffet coloniale preparato del Centro sociale Laderchi.

Vi aspettiamo numerosi!

News

Il Signor G – Parole e note di Gaber

Giorgio Gaber, uno dei principi del teatro canzone, sarà il protagonista della serata.
L’associazione Acsè propone di dare vita al cantautore, con l’aiuto dei giovani attori Giulia Zaffagnini, Giulia Timoncini, Nicola Solaroli e Stefano Muccinelli e del musicista Francesco Chiari, chitarrista del duo “La Volta Buona” e della band “Ohm Rock”.

La serata sarà divisa in tre fasi, ognuna formata da monologhi e canzoni:

20:45 → L’AMORE
21:30 → GLI ITALIANI
22:15 → GABER CONTRO IL MONDO

Come diceva Gaber, “libertà è partecipazione”.
Vi consigliamo vivamente di partecipare e sentirvi liberi!

Recensioni Libri

Il racconto dell’ancella

Titolo: Il racconto dell’ancella
Autore: Margaret Atwood
Editore: Ponte alle Grazie
Anno edizione: 2017
Pagine: 400 p., Brossura

Ho preso questo libro in mano la scorsa estate, dopo cinque giorni di binge watching dell’omonima serie televisiva (The Handmaid’s Tale, che peraltro consiglio). Sapendo già la trama temevo che il romanzo non mi avrebbe coinvolto, ma non è stato così.
In un futuro in cui la terra è stata devastata dalle radiazioni e in cui il tasso di crescita della popolazione è pari a zero, gli Stati Uniti sono diventati un regime totalitario che ha preso il nome di “Repubblica di Galaad. Tale regime si basa su un totale asservimento delle donne agli uomini, le donne infatti non possono più leggere o scrivere e, le poche fertili rimaste, sono costrette a diventare ancelle. L’unico scopo delle ancelle è quello di procurare figli ai Comandanti e alle loro mogli sterili; sono private del loro nome e di ogni libertà e affidate ad un Comandante con il quale sono costrette ad avere rapporti sessuali in un complicato e aberrante rituale che ricalca la storia di Rachele e Giacobbe.
È DiFred, una di loro, a raccontarci le terribili condizioni di vita che è costretta a subire, ma soprattutto a ricordarci della vita prima di Galaad, quando lei aveva un marito, una figlia, un lavoro ma soprattutto la libertà. Tramite i flashbacks di DiFred la Atwood ci mostra come il passato che la donna ricorda sia terribilmente simile al nostro presente e di come l’avvento di Galaad sia accaduto impercettibilmente, togliendo una libertà dopo l’altra.
“Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà. Nulla muta istantaneamente.” racconta DiFred lasciando nel lettore l’inquietante pensiero che più che un romanzo distopico, “Il Racconto dell’Ancella” sia un’inquietante previsione del nostro futuro.9788868337421_0_0_0_75